venerdì 1 ottobre 2010

NG la Banda - En la calle (1990)


Questo non è un disco come gli altri, "En la calle" rappresenta un punto di svolta per la musica cubana e latina in generale, quello che da vita ad un nuovo genere musicale che rivoluzionerà il modo di concepire la musica cubana: la timba.
Per capire la portata di quell'avvenimento bisogna fare un piccolo preambolo: José Luis Cortes aveva intrapreso uno studio su jazz e musica popolare cubana, chiamato Nueva Generacion o Orquesta Todos Estrellas, che raggruppava tutti i migliori jazzisti degli anni ottanta: Gonzálo Rubalcalba, Hernán López-Nussa, Horacio “El Negro” Hernández, Calixto Oviedo e molti dei musicisti che più tardi costituiranno il blocco di NG. l'ensemble lanciò quattro dischi in vinile mai rieditati su cd, anche se alcuni temi si trovano su qualche compilation. Fu durante questo progetto che iniziò a materializzarsi l’idea di NG La Banda; lo stesso Cortes spiega in un intervista che sua la intenzione era fare qualcosa con il "sabor" dei Los Van Van e l'aggressività musicale di Irakere, oltre a cercare di dare alla musica popolare un valore musicale più elevato.


NG La Banda (Nueva Generacion la Banda), non ha una data di nascita ufficiale ma rilascia un primo vinile (anche questo mai rimasterizzato su cd) nel 1988, intitolato "No te compliques". La band è diretta dal flautista José Luis Cortes, musicalmente nato nei leggendari Irakere di Chucho Valdes, ma che era transitato anche nei Los Van Van. Tony Calà era stato violinista e poi cantante della Ritmo Oriental, German Velazco proveniva dalla Orquesta Revé ma aveva suonato con Cortes in Irakere, Issac Delgado (se guardate la prima copertina del disco, in alto, si riconosce il giovanissimo Issac con la barba ed occhiali ricurvo sulle congas gialle al centro) era un giovane cantante che insieme al grande conguero “Wickly” Nogueras provenivano dall'orchestra di Pachito Alonso. Inoltre per un breve periodo prima di questo disco hanno fatto parte della nuova band anche José “El Greco” Crego, Carlos Averhoff e José Munguía, sostituiti da Rolando Pérez Pérez, dallo strepitoso trombettista Chappotin. Per gli appassionati non è difficile notare come tutti questi artisti in futuro diventeranno dei grandi esponenti della musica latina, sia essa popolare che jazz, oltre ad altre che, come vedremo, vi faranno parte.
Lo spirito di "El tosco" era quello di far esprimere l'estro di questi artisti in qualcosa d'innovativo che non poteva chiamarsi son, songo, rumba, jazz, rock o funk, ma che conteneva gli elementi di tutti questi generi e, fattore decisivo, li legava con la cosiddetta "calle", la strada, il malumore e la voglia di cambiamento dei giovani habaneri.
Cosi come NG La Banda nasce dai migliori innovatori musicali degli anni ottanta, la maggior parte delle orchestre degli anni novanta nascono dai suoi membri. Issac Delgado è oggi uno dei più grandi esponenti mondiali della musica cubana, Giraldo Piloto formerà Klimax, Paulito FG ha formato una sua band e riscuote tuttora grande successo, Manolin (che non è mai stato un vero e proprio membro di NG ma fu scoperto e prodotto dal Tosco) qualche anno dopo sarà oggetto-soggetto di un successo fenomenale anche se effimero. German Velazco è un affermato jazzman con una orchestra tutta sua, e cosi via.




“En la Calle” è il primo disco di timba ed è ancora uno dei migliori.
Il titolo genera una certa confusione. NG avrebbe lanciato “En la Calle” nel 1989, “No Se Puede Tapar el Sol” nel 1990 e “En la Calle Otra Vez” nel 1992, nessuno dei quali è stato rieditato per intero in CD. Fortunatamente diversi temi sono stati riscattati da Ned Sublette, un pioniere dell’industria musicale, puntuale nella diffusione della musica cubana contemporanea negli Stati Uniti. Nel 1992, la casa discografica Sublette, QBAdisc, lancia una compilation di nove temi provenienti da “En la Calle” e “No se puede tapar el sol”, e lo intitola, in mancanza d’ispirazione, “En la Calle”. In esso compaiono tutte meno una, le canzoni del disco originale “En la Calle”.
Il tema "La expresiva" a Cuba è un trionfo nazionale, mentre negli USA, le radio latine sono costrette a metterla anche due volte nella stessa trasmissione.
"La expresiva" è qualcosa di indescrivibile, una canzone che va ascoltata ed amata, facendosi trasportare nella Cuba, ne La Habana di fine anni ottanta, quando Cortes e soci si esibivano nei quartieri popolari, Cayo Hueso, Luyano, Vibora, Santo Suarez, Romerillo e cosi via.
Scritta da Fidel Morales, Cortes la arrangia a modo suo, inserendo la serie di cori che salutano i quartieri della capitale e la voce di Issac è coinvolgente. Il tema contiene anche uno dei primi esempi di stile "bomba" del basso, messo a punto dal grande Feliciano Arango e che oggi è elemento basico di tutti i brani timba.
Il montuno di questo brano costituisce qualcosa di unico e totalmente nuovo, la perfetta armonizzazione coro-fiati, i cambi di tempo della clave ed il blocco esteso rappresentano innovazioni assolute. Negli anni a venire altri gruppi approfondiranno e continueranno ad innovare ma il punto di partenza è senza dubbio da fissare in "En la calle".


"Que Viva Changó" è l’unica canzone della versione EGREM di “En la Calle” che non compare nella versione QBADisc dallo stesso nome, con grande dispiacere, perchè è veramente un tema eccezionale.
Con "La Expresiva", "La Protesta de los Chivos" e "Que Viva Changó", NG lancia una dozzina di poderose idee per gli arrangiamenti, che più tardi si convertiranno nelle basi per tutte le formazioni di timba.
"To’ el Mundo e’ Bueno, Camará" presenta una serie di armonie vocali ed un montuno molto interessanti. Oltre al coro, veramente eccellente (tra i cui membri vi era Paulito FG), anche i metales sono stati eccezionali.
"Necesito Una Amiga", cantata da Issac, è una bella salsa romantica che più tardi diventerà un successo negli Stati Uniti grazie a Johnny Rivera e Sergio George.
"Lo que Siento es Le-Lo-Ley", sempre cantata da Issac, è un antico esempio di un arrangiamento che in seguito darà il successo ad Issac nella sua carriera da solista. Inizia come una canzone popolare composta dal violinista e arrangiatore Dagoberto González (che in seguito lavorerà con Manolín e Los Van Van), che al finale guadagna intensità e trabocca di sabor. A quel tempo la canzone era molto amata tra il pubblico e si prolungava, dal vivo, fino a dodici, tredici minuti.

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