giovedì 14 ottobre 2010

Los Van Van - Te pone la cabeza mala (1997)


Sono quasi due mesi che ho creato il blog e non avevo ancora mani scritto su Juan Formell y Los Van Van. Ho sempre dato la priorità alle nuove produzioni, senza tralasciare i vecchi dischi degni di essere comprati. "Te pone la cabeza mala" è uno degli album che non devono mancare nella collezione di tutti gli appassionati, uno dei migliori, uno dei più belli ed emozionanti.
E' il 1997 e siamo in pieno boom della timba, sono gli anni in cui spadroneggiano El Tosco e la sua NG la Banda, David Calzado con la Charanga Habanera e Manolin "El medico de la salsa". Formell ha elaborato il suo personale concetto di timba nel corso di tutti gli anni novanta, magari inizialmente in sordina, ma che ci ha regalato cinque dischi (in tutto il decennio), di cui quattro sono tra i più belli della storia della band, e gli ultimi due, questo che recensisco oggi e "Llegò Van Van", che spero recensire a breve, tra i più belli di sempre. Nel 1992 con "Azucar" ci regala temi quali "Azucar", "Ese es mi problema", "Que le den candela", oltre il stupendo omaggio che Cesar "Pupy" Pedroso rende al figlio Julito tragicamente scomparso, "Con el destino no se puede" (Indimenticabile l'assolo di piano). Si tratta di un disco che si basa sull'ormai classico songo e solo occasionalmente fa delle brevi incursioni nella timba. "Ay Dios Amparame", due anni dopo, è un capolavoro: "Ya empezò la fiesta", "La fruta" (superbamente bella) e "Soy todo", una della più belle timba di sempre, oltre a vecchi temi rifatti nel nuovo stile.
Ma la crema sulla torta è rappresentata da "Te pone la cabeza mala" (perchè la ciliegina sarà il disco successivo). Il tema che da il titolo al disco rappresenta la descrizione musicale e letteraria di cosa è timba per Formell:

"...timba con rumba y rock, mambo con conga y hip hop, salsa con mozambique y clave de guaguancò, cumbia con jazz y con swing, songo con samba y beat, merengue con bomba y son, y clave de guaguancò...".
Frase emblematica e tema da ascoltare e riascoltare, anche se dubito che non lo conosciate. Segue un altro grande tema "Ni bombones ni caramelos", scritta da Pupy, che negli anni novanta sta vivendo un periodo di grazia, costellato da grandi canzoni da lui scritte. Abbiamo poi "Llevala a tu vacilon" scritta a due mani da Formell con Mario "Mayito" Rivera, il cantante rivelazione, ex bongosero e cantante di trova, è risultato una delle chiavi del rinvigorito successo della band alla fine degli anni novanta. Belle anche "La shopimaniaca" cantata dall'altro nuovo cantante Roberton Hernandez, "Regresamelo todo" e "Barriste con el", scritta da due new entry della band degli anni novanta, Samuel Formell e Boris Luna (tastiere, ex Issac Delgado). Samuel è il figlio di Juan Formell e sostituisce alla percussione il grande Changuito (compito arduo ma il piccolo Formell non lo fa rimpiangere). Altri cambi avvenuti in quegli anni sono stati l'ingresso del violinista Pedrito Fajardo (ex Charanga Habanera) al posto di Leyva e Linares, e Jorge Leliebre  al posto di Orlando Canto al flauto.
Formell modella i Los Van Van in quella che sarà la formazione che tutt'ora suona sui palchi di mezzo mondo e si prepara per il disco successivo, un altro capolavoro, questa volta riconosciuto dal Grammy del 2001.

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